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Breve storia dell'imballaggi


Fin dai tempi più antichi l’uomo ha avuto la necessità di contenere e proteggere i prodotti della terra, manufatti, le merci in genere: dalle anfore per olio e vino alle fiale per i profumi, dalle ceste per la frutta alle scatole per unguenti o alle bisacce per i semi. Questi strumenti di contenimento si sono arricchiti nel tempo con l’utilizzo dei metalli. Fino all’ottocento, non hanno mai subito sostanziali modifiche per quanto concerne la forma e il materiale.

Nell’ultimo secolo invece, i metodi e i materiali utilizzati per imballare le merci, sono radicalmente cambiati. Le ragioni di questo cambiamento non solo sono da ricercarsi nel progresso tecnico e nello sviluppo dei mezzi di trasporto ma, ancor più, nel ruolo diverso che gli oggetti/ merci hanno assunto nella vita quotidiana, a seguito dell’industrializzazione e, nel tempo, alla conseguente crescita capillare della distribuzione.

L’imballaggio entra così a far parte della nostra cultura, ne diventa un elemento centrale, un’icona del nostro tempo.
prof.ssa Maria Grazia Agostini

Breve storia dell'imballaggio
Cronologia dei Materiali


8000 a.C. oro, rame, argento usati inizialmente per produrre gioielli e oggetti;

5000a.C. età del rame (egizi fondono il rame e inizia la metallurgia);

3000a.C. età del bronzo - nasce la CERAMICA, primo materiale prodotto dall'uomo ( a base di argilla più materiali per la vetrificazione - in occ. silicati di piombo , in oriente cenere di legno Cottura a 1000° o 1350°) I fenici scoprono il vetro;

2000 a.C. a Ur (iraq) si usano pozzi pieni di ghiaccio per conservare le carni;

100-200 a.C. i Romani usano casse di legno per trasportare oggetti Il vetro comincia a essere soffiato


105 a.C. in Cina Ts'ai Lun inventa la carta


400 d.C. per produrre pentole si usa il metallo invece dell'argilla;

1000 La carta grazie agli Arabi si diffonde in Spagna e Italia A venezia si diffonde la produzione del vetro;

1200 alcuni crociati apprendono la tecnica di fabbricazione della carta dai Turchi e fondano le prime cartiere usando stracci:

1321 prodotta la prima LATTA (lamierino d'acciao resistente alla corrosione - rivestito di un film di stagno)
;

1444 Gutenberg inventa la stampa a caratteri mobili
;

1700 Nascono le etichette di carta stampata

Inizio '800 merci trasportate in grandi contenitori e vendute a peso
;

1800 prima macchina per la produzione industriale del vetro
;

1820 negozi inglesi esportano i primi cibi in scatola;

1845 Friedrich Keller ottiene la prima carta dal legno;

1846 Frederick Schoebein isola il nitrato di cellulosa, Primo materiale plastico artificiale;

1850 primo cartone ondulato;

1869 la materia plastica più diffusa: la celluloide;

1885 Deville produce l'alluminio
;

1902 macchina per la produzione di bottiglie di vetro;

1907 nasce la bakelite primo materiale interamente sintetico;

1915 fogli di alluminio per tubetti e carta per cioccolata
;

1924 prime bottiglie con tappo a vite;

1925 primi surgelati sul mercato;

1929 bomboletta "aerosol”
;

1930 polistirolo;

1931 PVC;

1935 prima lattina di birra nella forma attuale;

1951 tetrapack;

1954 polipropilene

1960 film elastico per avvolgere (PVC, PET)
;

1968 bottiglia in pvc rigido per acqua minerale
;

1975 pepsi cola usa bottiglie in PET;

1978 lattine "stay on tab"
;

1990 imballaggi per dosi singole.



Breve storia della Carta

Breve storia della Carta per l’ incarto

L'invenzione della carta ha origini molto antiche e ne troviamo menzione nel Shuowen jie zi, il dizionario dei caratteri cinesi completato verso l'anno 100 d.C. da Xuren.

Egli descriveva una tecnica di fabbricazione della carta già abbastanza ben definita, ottenuta con una parte di cascami di seta stemperata in acqua; la pasta fluida veniva poi stesa su un telaio di bambù e fatta essiccare.
Una notizia ancora più antica datata al 12 a.C. contenuta nella Storia degli Han e riferita all'imperatore Changdi, ricorda che la carta fatta di cascami
di seta era usata a corte per avvolgere i medicamenti.

Ritrovamenti archeologici nel Lopnur hanno portato alla luce frammenti di carta di canapa databili in un caso al 49 a.C. sotto l'imperatore Xuandi. Ma recenti scoperte, consentono di anticipare di oltre un secolo la conoscenza di tale prodotto.

Nella tomba di un personaggio regale, che i materiali di contesto inducono a collocare tra il 177 e il 141 a.C., è stato ritrovato un frammento cartaceo di circa 15 centimetri quadrati sul quale appaiono, accuratamente tracciate, alcune linee in nero che, a giudizio degli archeologi cinesi, indicano fiumi, strade e monti; una mappa quindi, una vera e propria "carta geografica".

In genere questi materiali non erano usati per scrivere, certo a causa della loro eccessiva porosità, ma solo per avvolgere oggetti.

Col tempo in Cina migliorarono la composizione e i materiali di partenza furono diversi: foglie di riso, pasta di bambù, corteccia di varie piante e soprattutto alcune specie di gelso: il gelso nero e quello "da carta"

I pregi della carta erano evidenti, la sua superficie si prestava meglio di ogni altra al tracciato, era leggera da trasportare e facile da conservare, era più economica a parità di rendimento di ogni altro materiale. Essa si diffuse dapprima accanto agli altri materiali (la seta e le lamelle di bambù), ma nel 404 un editto di Huanxuan proibì l'uso di ogni altro materiale.

Sempre la tradizione fissa al 751, sotto i Tang l'anno in cui la carta cinese viene conosciuta dal mondo musulmano grazie alle notizie fornite da alcuni soldati cinesi, cui tale materiale era noto, i quali, fatti prigionieri dai Musulmani, insegnarono loro la tecnica di fabbricazione.

Pochi anni dopo vengono aperte le prime cartiere a Bagdad e poi in Egitto ed in Marocco.
In Italia la fabbricazione della carta fu introdotta dagli Arabi intorno all'anno 1000; il primo documento su carta è conservato presso l'archivio di Stato di Palermo e risale al 1109; proviene dalla cancelleria dei re normanni di Sicilia, è bilingue (greco-arabo) ed è attribuito alla Contessa Adelaide, prima moglie di Ruggiero I.

Intorno al 1100 l'arte della carta si affermò ad Amalfi e Fabriano e da qui si diffuse rapidamente in altre città italiane.
I cartai di Fabriano diffusero la nuova arte prima in Italia e poi contribuirono efficacemente alla sua diffusione in altri paesi europei.

Le prime cartiere sorsero in Francia nel XVI secolo e pare che la nuova arte vi fosse stata introdotta dalla Spagna. La prima cartiera tedesca fu quella del commerciante Ullman Stromer e sorse nel 1390 alle porte di Norimberga.

Stromer aveva appreso durante i suoi viaggi in Lombardia e a Venezia l'arte di fabbricazione della carta. Fondò la sua cartiera a 62 anni portandoci a lavorare operai italiani di Salò.

Nel 1400 vennero fondate cartiere in Svizzera: a Morly e Basilea nel 1440 e a Berna nel 1465.
La prima cartiera in Belgio venne avviata nel 1407. Il primo cartario inglese fu John Tate che costruì una cartiera nel 1494 a Stevenage.

La prima cartiera svedese risale al 1532; la prima danese al 1540. Le prime cartiere in Olanda apparvero intorno al 1586 a Dordrecht e Arnheim.

La fabbricazione della carta in America venne introdotta alla fine del XVII secolo.

La cartiera che vanta origini più remote è sicuramente la cartiera Miliani, sorta come tale alla metà del 1700 ma preesistente con vari opifici da diversi secoli; la cartiera di Subiaco (XVII secolo) la Galvani (1710), la Maglio e Brodano (1765) e la Cartiera di Verona (1814) sono tra le più antiche cartiere ancora in esercizio.

Il passaggio dalla produzione artigianale a quella industriale, avvenne, come è noto nella prima metà dell'800 con l'invenzione della macchina continua e l'utilizzazione del legno come materia prima.

Ormai il processo industriale, vertiginosamente sviluppatosi nel secolo appena trascorso nelle sue componenti fondamentali, dalle materie prime ai prodotti, è largamente sufficiente ad affrontare i bisogni sempre crescenti di mezzi e di servizi fornendo alla trasformazione i molteplici tipi di carte e cartoni necessari; è in questo senso che ancora oggi si sta studiando molto, in particolare nei paesi ad alta specializzazione cartaria, al fine di incrementare la resa delle materie prime e di ottenere uno sfruttamento ottimale delle loro caratteristiche fisico-meccaniche attraverso l'affinamento e la messa a punto di macchinari atti alla lavorazione sia del legno che delle carte di recupero.

i nomi del packaging


Alveolo 
Foglio molto leggero, più spesso in materia plastica formato da tante piccole cavità atte a contenere più oggetti in uno stesso imballaggio, in
modo che non si tocchino e che si presentino ordinatamente.
MATERIALE: materie plastiche o cartoncino Antiurto (chips, schiuma poliuretanica) Quando si utilizza un imballaggio da trasporto unico per prodotti differenti e fragili, è necessario evitare che si muovano all'interno del contenitore. I materiali antiurto, nella loro multiforme varietà, servono a riempire lo spazio vuoto e garantiscono una protezione alle sollecitazioni esterne.

MATERIALE: Materiale a base cellulosica, materie plastiche - EPS, ecc) Astuccio (cofanetto) E' un particolare tipo di scatola dalla forma svariata, progettato in base all'oggetto che deve contenere e presentare.

MATERIALE: cartoncino, cartone ondulato, materie plastiche

Barattolo 
E' un imballaggio in acciaio di media dimensione e di forma generalmente cilindrica costituito da tre pezzi: un corpo, un fondo e un coperchio. Quest'ultimo è spesso easy open, cioè può essere aperto senza dover usare alcuno strumento.
MATERIALE: acciaio.

Bicchiere o vasetto
 Di piccoledimensioni, questo imballaggio, atto a contenere prodotti liquidi o pastosi, è in genere realizzato in vetro o in materia plastica.
MATERIALE: vetro, materie plastiche

Bidone e fusto
 Sono due tipologie di imballaggi cilindrici di grandi dimensioni. Il fusto tra i due è il maggiore. Contengono in genere prodotti liquidi per uso industriale.
MATERIALE: metallo, materia plastica

Bins
 Enormi contenitori che vengono impiegati per il trasporto di prodotti ortofrutticoli dal campo ai centri commerciali o alle aziende trasformatrici.
MATERIALE: legno, materie plastiche

Blister
 Termine inglese che definisce un tipo di imballaggio costituito da due pezzi, una base sulla quale viene applicata una parte, generalmente in
materia plastica trasparente, formata in relazione all'oggetto che deve contenere. Serve per esporre oggetti che sarebbero difficili da presentare e per rendere difficoltoso il taccheggio. Molto usato anche per confezionare i farmaci in confetti e pastiglie.
MATERIALE: alluminio/plastica. Novità: carta/alluminio.

Bomboletta
 Imballaggio medio-piccolo, in acciaio o in alluminio, adatto a contenere un gas sotto pressione. Quest'ultimo viene liberato da uno spruzzatore e permette di nebulizzare o di ottenere una schiuma di un prodotto.
MATERIALE: metallo

Bottiglia
 E' il tipico imballaggio dei liquidi, di forma cilindrica con un collo più piccolo del corpo e una imboccatura adatta a chiusure differenti. Classicamente in vetro, può essere realizzata anche con altri materiali, più spesso plastici.
MATERIALE: vetro, plastica PET.Novità: poliaccoppiato base carta

Busta
 (bustina monodose, stand up) E' un imballaggio flessibile, rettangolare, praticamente senza spessore, di medie, ma anche piccole dimensioni. E' indicato per contenere in particolare prodotti solidi sotto vuoto o prodotti pastosi.
MATERIALE: multistrato flessibile

Cappuccio
  E' una copertura ottenuta con un film di materia plastica termoretraibile (plastica che si ritrae quando viene riscaldata) che aderisce saldamente all'oggetto o agli oggetti da coprire. Protegge dagli agenti esterni e rende solido l'insieme di più oggetti, bloccandoli tra loro. MATERIALE:materie plastiche, metallo

Cassa 
 Imballaggio di grande o grandissima dimensione, a forma di parallelepipedo. Viene impiegato per il trasporto di unità confezionate, di merce sfusa, apparecchi e macchine.
MATERIALE: cartone ondulato, legno, materie plastiche, metallo

Cassetta    Nonostante sia il diminutivo di cassa, in genere, con questo termine si intende definire l'imballaggio in legno, in cartone ondulato o in plastica usato per trasportare frutta e verdura.
MATERIALE: legno, plastica, materiale cellulosico anche di riciclo

Cestello 
Piccolo contenitore, generalmente in materia plastica, utilizzato per confezionare la frutta più minuta e fragile. Spesso è dotato di un manico.
MATERIALE: materie plastiche

Chiusura
  (capsula, coperchio, tappo) Termine generico con il quale si richiama ogni sistema di chiusura. Tra queste, a titolo di esempio, si ricordano le capsule per i vasi e i flaconi, i coperchi delle lattine e dei barattoli, i tappi delle bottiglie.
MATERIALE: metallo, materieplastiche

Cisterna 
Enorme imballaggio utilizzato generalmente per il trasporto di sostanze liquide pericolose.
MATERIALE: materie plastiche, metallo.

Damigiana 
E' il più grande imballaggio in vetro, tradizionalmente legato al mondo del vino.
MATERIALE: vetro

Erogatore
 (dosatore, contagocce, pompetta, spruzzatore, trigger) Termine generico con il quale si indica qualsiasi congegno che regola l'erogazione di un liquido o di un fluido. A titolo di esempio si ricordano i contagocce, i dosatori, le pompette, gli spruzzatori, i trigger (spruzzatori azionati da una leva), i versatori.
MATERIALE: materie plastiche

Espositore
  E' un imballaggio dalle forme e dalle dimensioni più svariate che raccoglie numerose unità di prodotto confezionato e le presenta in modo accattivante nei luoghi di vendita al libero servizio. In genere realizzato in cartone teso o in cartone micro ondulato.
MATERIALE: materiali cellulosici

Etichette 
E' una componente dell'imballaggio, realizzata in carta o materia plastica, utilizzata per stampare i messaggi e le informazioni destinate al consumatore.
MATERIALE: carta, materie plastiche

Fiala    Piccolo e tipico imballaggio in vetro utilizzato per confezionare sostanze farmaceutiche allo stato liquido. Può essere realizzato anche in materia plastica.
MATERIALE: vetro o materie plastiche

Film Plastico
  (estensibile, termoretraibile, a bolle, multistrato, ecc.) E' un lunghissimo e sottile strato di carta, di materia plastica o di alluminio che viene avvolto in bobine di dimensioni variabili, a secondo dell' uso. Il film può essere costituito da un solo materiale o da più materali, in questo caso si chiama multistrato. In genere il film viene stampato e successivamente trasformato in sacchetto, busta o foglio. Alcuni film in materia plastica sono usati per l'imballaggio tali e quali. Tra questi quello estensibile spesso blocca il collo da trasporto e riveste il vassoio della carne fresca e della verdura, quello termoretraibile ha un compito simile al precedente, ma lo svolge ritirandosi invece che allungandosi, quello a bolle protegge dagli urti. Flacone Imballaggio dalla forma e dalla dimensione molto variabile all'interno della gamma del piccolo e del medio. Viene realizzato in genere in vetro o in materia plastica ed è destinato a contenere dal farmaco al profumo, dal detergente al detersivo in polvere.
MATERIALE: vetro, plastica e metallo

Flow pack  
(film) E' un particolare tipo di busta, a forma di cuscino, realizzata partendo da un film plastico saldato in modo da ottenere un tubo, che successivamente viene chiuso alle due estremità sempre con una saldatura e tagliato.
MATERIALE: materie plastiche

Incarto  (sapone, gelati, formaggi, ecc)
Si tratta di un foglio in carta, in materia plastica o anche in plurimateriale multistrato che per mezzo di ripiegature avvolge un prodotto senza richiuderlo ermeticamente. Tipici esempi di incarto sono quelli del sapone, del burro, dei cioccolatini, ma anche dei salumi e dei formaggi tagliati al momento.
MATERIALE: carta, materie plastiche o multistrato

Lattina 
E' un imballaggio in alluminio o in acciaio, in genere cilindrico e di piccola dimensione se utilizzato per contenere bevande. Può essere più grande, cilindrico o a parallelepipedo se usato per contenere olii alimentari o tecnici
MATERIALE: metallo Multipack o cluster o fardello Quando un'azienda offre più unità di uno stesso prodotto confezionato in un unico imballaggio, ad esempio in occasione di una promozione, si avvale di un imballo di raggruppamento. In genere è realizzato in cartoncino o in film plastico ed è utilizzato soprattutto per le bevande e le conserve di vegetali.
MATERIALE: film, cartoncino

Nastro autoadesivo E' un componente di imballaggio utilizzato soprattutto per chiudere la cassa in cartone ondulato, ma anche come multipack, ad esempio per bloccare tra loro un paio di bottiglie in materia plastica.
MATERIALE: materie plastiche

Pallet 
E' la pedana sulla quale vengono riposte le merci imballate o sfuse per costituire il collo. Quest'ultimo rappresenta l'unità di movimentazione e di trasporto.
MATERIALE: legno, materie plastiche, cartone ondulato o metallo

Poliaccoppiato rigido 
E' il classico contenitore del latte, un multistrato in cartoncino, film plastico e spesso anche film di alluminio accoppiati tra loro per mezzo di colle speciali. Può avere diverse forme, ma nella maggioranza dei casi prevale quella a parallelepipedo.
MATERIALE: multistrato

Reggetta
  E' una componente dell'imballaggio che serve, generalmente, per fermare le casse in cartone ondulato accatastate sul pallet, in sostituzione del cappuccio in film plastico estensibile o termoretraibile.
MATERIALE: materia plastica o in metallo

Rete Contenitore

 utilizzato tradizionalmente per confezionare verdura e frutta fresca, generalmente realizzato in materia plastica.
MATERIALE: materie plastiche

Sacchetto

Imballaggio realizzato in carta o materia plastica di dimensione variabile, spesso in ragione del prodotto che deve contenere. Può essere un multistrato in cui oltre ai due materiali già citati può essere introdotto anche un film sottilissimo di alluminio. In ogni caso mantiene una consistenza flessibile ed è dotato di un fondo e di soffietto che ne caratterizzano la capacità di contenimento.
MATERIALE: carta o materia plastica

Sacco
  Grande contenitore ad uso prevalentemente industriale, particolarmente adatto per imballare prodotti in polvere o granulari. Viene realizzato in carta o in fibra vegetale o in materia plastica. Quest'ultima può essere anch'essa lavorata come un tessuto.
MATERIALE: carta, fibra vegetale, materie plastiche, multistrato

Scatola Termine generico con il quale si indica ogni contenitore provvisto di coperchio. Ha le forme e le dimensioni più varie, pur restando nell'ambito degli imballaggi non grandi. Può essere in cartone teso come nel caso delle scarpe, in legno per contenere più bottiglie di vino, in metallo per i biscotti e in materia plastica come nel caso dei fazzoletti igienici.
MATERIALE: cartone ondulato, legno, metallo, materie plastiche

Secchiello contenitore cilindrico o conico, con coperchio e spesso con manico, realizzato in metallo o in materia plastica. Usato in particolare per contenere colori, vernici e altri prodotti tecnici.
MATERIALE: materie plastiche

Tanica
  Grande imballaggio con maniglia realizzato in metallo o in materia plastica e utilizzato in particolare per contenere carburanti e sostanze chimiche di ogni tipo.
MATERIALE:metallo o materia plastica

Tubetto
  Imballaggio di piccole dimensioni particolarmente indicato per confezionare prodotti pastosi nel campo farmaceutico, cosmetico e alimentare. Può essere realizzato in alluminio, in materia plastica o multistrato plastica/alluminio.
MATERIALE: laminato plastico, alluminio

Tubo  Particolare forma cilindrica allungata chiusa da due coperchi alle estremità. In genere viene realizzata in cartone pressato.
MATERIALE: cartone

Vassoio o vaschetta 
Sono piatti a bordo rialzato, più alto quello della vaschetta, atti a contenere una vastissima gamma di prodotti alimentari, dalla pasticceria al gelato, dalle carni fresche ai formaggi. Spesso sono in materia plastica, ma possono essere in cartoncino, molte volte accoppiato alla plastica.
MATERIALE: materie plastiche e cellulosiche, multistrato
  

 
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